Fattore “S”

 

Fattore “S” come Sicurezza

In un imbarbarimento generale della società, della nostra comunità, anche per come si è diventati “distratti” verso quel patrimonio di “valori non negoziabili” necessari per raggiungere un minimo di “felicità sociale”, sono sempre più pressanti le richieste di sicurezza e legalità che i cittadini rivolgono alle istituzioni.

Si propone, a tal fine, un’azione che deve portare ad un vera presa di coscienza verso l’educazione alla legalità e contemporaneamente sostenere il contrasto e la repressione non solo dei fenomeni criminosi più gravi ma anche dei quelli quotidiani, comunemente definiti di microcriminalità (ma che arrecano macro timori e preoccupazioni), o comportamenti scorretti perpetrati da comuni cittadini.

Sembra scontato sollecitare un maggior presidio del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, il rafforzamento dei controlli da parte della Polizia Locale ed il potenziamento dei sistemi di video sorveglianza.

Inoltre, poiché la microcriminalità, di regola, si sviluppa laddove la società rimane indifferente al fenomeno, si possono programmare interventi d’incremento dell’illuminazione pubblica (ove non ancora predisposto ) nei parchi e nei giardini, in prossimità di fermate dei mezzi pubblici ed in alcuni luoghi periferici.

Emettere un’ordinanza che vieti il consumo di alcolici (per norma è già vietata la vendita ai minori) dopo una certa ora e, magari, dotando i frequentatori di locali notturni di una “drink card” (o di maggiori controlli per la verifica del tasso alcolemico) e di bivacco nelle aeree pubbliche, sempre dopo una certa ora, idem per gli schiamazzi notturni: in una società civile, che si definisce tale, il rispetto reciproco tra i cittadini dev’essere la regola prima.

Al fine di arginare il fenomeno del nomadismo e l’insediamento di carovane gitane nel territorio comunale, con il conseguente disagio della cittadinanza, 
si dovrebbe inserire nel regolamento di Polizia Locale il divieto di stabilirsi 
sulle aree pubbliche per alloggiare o pernottare in caravan. O, magari, dotare la città di un’area predisposta allo scopo, facendo pagare anche una tassa per lo stazionamento.

Convinti che la sinergia tra le FF.OO. sul territorio sia la prima strada da seguire, cercare di istituire, la figura del “Vigile di quartiere” e far si che le segnalazioni dei cittadini, violazioni al traffico (sosta vietata, ecc.) o di natura manutentiva (buche nel manto stradale, ecc.) possano confluire su una pagina “social” della Polizia Locale, così come sperimentato, con successo, in altre città italiane. Nel merito, la cosa, se ben regolata, va a lenire anche il triste fenomeno dell’omertà.

Istituire un “Ufficio Sicurezza” che raccolga denunce e segnalazioni; controllare accuratamente le richieste di licenze commerciali per scongiurare la nascita sul territorio di imprese paravento per attività illecite o vettori per il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite; sottoscrivere protocolli d’intesa con le associazioni di volontariato che si occupano di vigilanza, per l’assegnazione di incarichi come l’attraversamento pedonale davanti le scuole, il controllo dei luoghi sensibili, ecc.; organizzare tramite l’ausilio di istruttori qualificati, corsi specifici “anti aggressione femminile” e di formazione costante per la Polizia Locale che potrebbe essere incrementata nell’organico, premiando ci opera con professionalità “in strada”.

In una città sicura, si vive meglio, si investe di più.

 

 

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